Il Mondo di Adriano

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novembre 2014
  • Caro Matteo…

    Caro Matteo,

    a quanto pare anche il “consiglio europeo” ti ha lasciato solo. Ma tu non devi amareggiarti, del resto non puoi pretendere che i 27 governatori membri abbiano la stessa sensibilità di noi italiani. Noi siamo nati buoni, mentre gli altri la devono apprendere la bontà. E tu sei nella posizione ideale per potergliela insegnare, non soltanto ai nostri amici europei, ma a tutto il resto del mondo ARIDO. Come? Facendoli vergognare. Loro hanno i soldi e il petrolio, ma tu hai i poveri dalla tua parte. Una ricchezza che non ha eguali. I ricchi non esisterebbero senza di loro. Ecco perché non devi assolutamente indugiare. Con le tue navi, in accordo coi libici, puoi placare il pianto di quei disperati che non sanno dove posare il capo. Certo saranno tanti, lo so, e tu organizzerai in Sicilia un campo che, solo inizialmente sarà di accoglienza, ma di lì a poco, man mano che il dilagare della vergogna scivolerà sotto i piedi di chi si è tirato indietro, la Sicilia diventerà un centro di smistamento mondiale, dove persino la violenza subirà una battuta d’arresto. E allora sarai tu ad indicare le leggi in questo mondo malato, che solo e soltanto dai POVERI può venire la sua guarigione!!!

    Adriano Celentano

  • Per Stefano Cucchi

    Ciao Stefano!

    Hai capito adesso in che mondo vivevi? Certo dove sei ora è tutta un’altra cosa. L’aria che respiri ha finalmente un sapore. Quel sapore di aria pura che non ha niente a che vedere con quella maleodorante che respiravi qui sulla terra. Là, dove sei adesso, c’è la LUCE, la LUCE vera!!! Che non è quella flebile e malata di quei giudici “ignavi” che, come diceva Dante, sono anime senza lode e senza infamia e proprio perché non si schierano né dalla parte del bene e né da quella del male sono i più pericolosi, e giustamente il Poeta li condanna. Ma adesso dove sei tu è tutto diverso. Là si respira l’AMORE del “Padre che perdona” e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire. Sei finalmente libero di amare e scorrazzare fra le bellezze del Creato, senza più il timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti. Perché dove sei tu non si può morire. La morte non è che un privilegio dei comuni mortali e quindi proibito a chi non ha la fortuna di nascere. Un privilegio dell’ANIMA che, se non la uccidiamo del tutto, ci riconduce alla Vita ETERNA.

    Adriano Celentano