Il Mondo di Adriano

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Marzo 2015
  • Cara Mina…

    Cara Mina,
    Lo so, dopo i vent’anni, se c’è una cosa che ci fa incazzare, è quando tutti si affannano a farci gli auguri il giorno del nostro compleanno. Lo fanno apposta. Come dire: “E adesso?”. E adesso è proprio questo che dovrete scoprire.
    Comunque Auguri piccola! TU ed io siamo LE migliori.
    Adriano

  • Brava Milly!

    Brava Milly! Con le tue Notti sul ghiaccio hai saputo darci momenti piacevoli che, anche solo per una manciata di minuti, avevano il pregio di allontanarci dal BUIO di queste ore in cui il mondo sta precipitando. Bella e azzeccata la scelta dei concorrenti e dei vari ospiti che via via si sono succeduti, ma il punto vincente è stata la giuria. Cinque spumeggianti personaggi belli e simpatici a partire da Simona Ventura, anche se a mio parere la più obbiettiva nel giudicare i concorrenti, dopo Gabriella Pession, era l’affascinante Selvaggia Lucarelli. E tu, Milly, in forma splendente!

    Adriano

  • La fine degli imbecilli

    Ha ragione Buttafuoco quando dice che il Papa “non indica un inizio ma il segno della fine”. Infatti indica la fine degli imbecilli e di quelli che, come l’avvilito Buttafuoco, rosicano di fronte alla schiacciante sconfitta che gli “intellettual-farisaici” del nostro tempo, ancora una volta come allora, niente possono contro i puri di cuore. E Pa’ Francesco è uno di questi. 
    Un AMORE, quello dei puri o di chiunque voglia intraprendere la via della semplicità, che neanche l’aberrante malvagità di quei “CHIODI” sulla CROCE, hanno potuto minimamente scalfire. 
    Ma “Butta-cazzate” non demorde. Specie quando parla del Papa: “attento in ogni sua azione – aggiunge – solo per ricavarne il plauso che volge in parodia”. E’ persino scontato il volgare e quanto mai grossolano errore da parte di chi è convinto di sapere. Certo è difficile credere che anche il Papa, come tutti gli esseri umani, non provi un certo piacere nel ricevere il plauso del popolo. Guai se così non fosse. Poiché quel plauso di cui tu sparli, non è soltanto un incoraggiamento a non fermare i passi di una rivoluzione da lui iniziata fin dal suo primo “buonasera!”, ma cosa più importante e direi vitale, ha il grande compito di scatenare quel “fuoco” che mentre, nel tuo cognome è mal riposto, nella testa di ognuno di noi libera invece le cosiddette Endorfine, le quali sono in grado di procurare uno stato di euforia necessaria a poter gioire quel tanto che basta per non smettere di lottare.
    Specie quando la lotta, oggi più che mai, si fa sempre più dura. Ecco perché il Papa ci chiede sempre di pregare per lui.

    Adriano

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